Risorsa idrica

La L.R. 12/2009 è l’ultima e più attuale normativa regionale che regola comprensori e funzioni dei Consorzi di bonifica in Veneto.
Ai compiti attribuiti fin dall’istituzione, come la bonifica e l’irrigazione, la L.R. 12/2009, la più recente normativa regionale in materia, aggiunge:

  • la collaborazione in materia ambientale, attraverso la tutela della qualità delle acque, la partecipazione nella redazione dei piani di gestione ecologici di interesse comunitario, il coordinamento dei propri consorziati nello sviluppo di iniziative agroambientali.

Il Consorzio di bonifica Piave, e prima i tre Consorzi che ha unificato, hanno radici profondamente legate al fiume Piave, che attraversa oggi il territorio trasversalmente da nord-ovest a sud-est, e che costituisce da quasi 600 anni la principale fonte di approvvigionamento idrico.
Sono circa 55.000 gli ettari irrigati con strutture fisse nell’alta pianura trevigiana attraverso le
tre grandi derivazioni irrigue, di cui il Consorzio Piave risulta intestatario, situate a Fener, a Nervesa e in sinistra Piave, attraverso il sistema Fadalto S.Croce.
Dalle grandi opere di presa si dirama una fitta maglia di canali adduttori, primari, secondari della lunghezza totale di 2300 km che percorrono l’area dell’alta pianura trevigiana che va da Castelfranco, a Treviso, a Montebelluna, fino a Conegliano e Vittorio Veneto.
Inizialmente nate come reti di distribuzione dell’irrigazione con modalità a scorrimento, gradualmente si stanno trasformando in moderni impianti di distribuzione a pressione estesi su 2360 km di reti intubate, dalle quali l’irrigazione viene distribuita mediante aspersione o pluvirrigazione o a goccia.

Canali

Nel totale vengono gestiti 6260 km di corsi d’acqua, così suddivisi

Canali irrigui e promiscui2.353.793 metri
Corsi d’acqua di scolo1.550.731
Condotte interrate2.356.061

I canali di scolo sono solitamente a sezione completamente in terra e sponde inclinate, alcuni di questi dotati di argine (circa 100 km). I canali irrigui, artificiali, sono per lo più rivestiti in calcestruzzo o, nel caso dei più piccoli canali distributori irrigui, in canaletta prefabbricata.
Le condotte a pressione hanno diametro compreso tra 1800 mm e 110 mm. I diametri maggiori sono in calcestruzzo armato o in resine rinforzate con fibre di vetro (PRFV), i minori in materie plastiche (PVC o PET).

Sulla rete di canali e tubazioni si trovano e vengono gestiti oltre 6500 manufatti di presidio, a carattere puntuale, indispensabili al corretto al governo dell’acqua, di cui:

Paratoie su sponda o argine1.326
Pozzetti e camerette di manovra200
Saracinesche 5010

Opere di derivazione

L’approvvigionamento delle reti di distribuzione irrigua avviene attraverso le diramazioni che hanno inizio dalle opere di presa dal fiume Piave situate a Fener, Nervesa e dal sistema Fadalto Castelletto.
Le opere di derivazione dal fiume Piave situate a Fener di Alano di Piave (BL) danno origine al canale Brentella di Pederobba, derivato fin dal 1436 da un luogo situato qualche chilometro a valle dell’attuale. L’opera di presa ancor oggi in funzione è stata inaugurata nel 1929 e consente di derivare portate dai 30 mc/s invernali ai 45 mc/s massimi estivi.
L’opera di presa Nervesa situata in comune di Nervesa della Battaglia alimenta fin dal 1924 al Canale della Vittoria, che circa 800 m a valle delle paratoie di presa si divide in Canale di Ponente, Canale Piavesella e Canale Priula. Con la costruzione della nuova presa è stato alimentato anche il preesistente canale Piavesella di Nervesa, la cui prima derivazione risalente al XIV secolo era posta poco più a monte dell’attuale.
Le opere di presa in sinistra Piave hanno uno sviluppo più complesso che si è completato, durante gli anni ’60, con la costruzione del canale Castelletto-Nervesa che, prelevando dalla centrale idroelettrica del Castelletto, alimentata dal lago di S.Croce attraverso il sistema idroelettrico del Fadalto, alimenta in vari punti la rete di distribuzione irrigua, tra cui in particolare il canale Emanuele Filiberto, fino a consegnare la portata residua nel Piave a monte dell’opera di presa di Nervesa.
In tutti i casi si tratta di grandiose opere di ingegneria idraulica, che ancora oggi mantengono le loro funzionalità e il loro particolare aspetto architettonico.

Impianti di distribuzione irrigua

Nel totale l’area irrigua del consorzio investe una superficie lorda di 70.000 ha, corrispondenti a circa il 40% della superficie totale del comprensorio; la superficie agricola netta attrezzata con sistemi di distribuzione fissi consorziali si estende su 52.000 ha. L’irrigazione può avvenire con modalità a scorrimento o con sistemi a pressione.
La modalità a scorrimento prevede l’approvvigionamento irriguo attraverso canali adduttori, primari, secondari e distributori, canali con sezione aperta in terra o più spesso in canaletta in calcestruzzo prefabbricato. Il prelievo avviene a cura dell’utente da bocchetta consorziale posta nelle vicinanze della proprietà sulla base di una turnazione apposita elaborata dal consorzio all’interno di comizi (raggruppamenti di aziende) omogenei.
La modalità per aspersione utilizza una rete di distribuzione in pressione (3-4 bar) con attingimento presso idranti posti ai limiti di ciascuna proprietà. La somministrazione avviene mediante l’utilizzo di ala mobile, monoirrigatore semovente o impianti fissi aziendali con microirrigazione o a goccia.
L’alimentazione degli impianti a pressione può avvenire a gravità, qualora esista una sufficiente differenza altimetrica tra presa e distribuzione, ovvero mediante appositi impianti di sollevamento che prelevano a loro volta dalla rete derivata.
Nel totale gli impianti di sollevamento irrigui gestiti dal Consorzio Piave sono 24, 14 nel sistema derivato da Fener, 7 in quello da Nervesa e 4 in sinistra Piave.