L’uso irriguo

La pratica irrigua ha come funzione primaria quella di reintegrare il contenuto idrico del suolo perso per evapotraspirazione, ruscellamento o infiltrazione in profondità, garantendo una sufficiente riserva idrica facilmente utilizzabile dagli apparati radicali delle piante.

Per soddisfare l’esigenza idrica colturale ed espletare tutte le funzioni della pratica irrigua è necessario disporre di un sistema di irrigazione. Tale sistema avrà un’efficienza tanto più elevata quanto più localizzata sarà l’irrigazione. Tra i sistemi di irrigazione più frequentemente utilizzati, si annoverano

  • Scorrimento
  • aspersione o pluvirrigazione
  • microirrigazione o irrigazione a goccia.

Pur dipendendo dal tipo di coltura e dall’andamento climatico (temperatura, umidità, vento), la disponibilità idrica per ettaro, anche detta dotazione irrigua, messa a disposizione dalle reti consorziali assume i valori di seguito riportati.

L’irrigazione strutturata nel comprensorio del Consorzio

Il sistema Piave con le principali infrastrutture irrigue

L’alta pianura trevigiana è priva di idrografia superficiale naturale, fatta eccezione per il Muson dei Sassi verso ovest, Piave al centro, Livenza e Monticano verso est. E’ per questo motivo che, al di sopra della linea delle risorgive, sono state realizzate le antiche derivazioni, dal fiume Piave a Pederobba, con il canale Brentella di Pederobba ed a Nervesa con il canale Piavesella di Nervesa.

In tempi più recenti le reti si sono consolidate ed ampliate, fino a consentire, attualmente, l’alimentazione irrigua a mezzo di reti strutturate , alimentate con acqua appartenente al bacino del fiume Piave, prelevate dall’Opera di Presa di Fener, di Nervesa o dal sistema S.Croce-Fadalto-Castelletto, su oltre 50.000 ha.

All’inizio del secolo scorso, con la costruzione degli impianti idroeletrici nel bacino montano del fiume Piave, si sono garantiti anche invasi irrigui fondamentali per garantire la continuità dell’apporvvigionamento durante il periodo estivo, come i laghi di S.Croce, del Mis e di Pieve di Cadore.

L’esercizio annuale di alcune derivazioni censente di mantenere in esercizo i canali principali anche nel periodo non irriguo. L’acqua viene restituita a valle alle reti di pianura come il Sile, noto fiume di risorgiva, o a quelle che giungono fino alla Laguna di Venezia, come il Marzenego, lo Zero, il Dese.

L’acqua derivata alimenta la falda freatica e i corsi d’acqua superficiali consentendo anche ai terreni compresi tra Treviso e Venezia di poter disporre della risorsa idrica per fini irrigui o ambientali. Un patrimonio immenso, spesso non riconosciuto.

Nella planimetria a lato sono riportate in colori diversi la zone dotate di sistemi di distribuzione irrigua in gestione al Consorzio.
Le diverse colorazioni corrispondono a diversi sistemi irrigui disponibili.

In giallo circa 30.000 ha dotati di strutture fisse tubate che consentono il prelievo da idrante alla pressione minima di 3 bar.

In azzurro le zone ancora dotate di canalette e sistema a scorrimento, su circa 20.000 ha.

In totale le aree che possono utilizzare strutture irrigue fisse si estendono su poco più di 50.000 ha di superficie agricola netta.

La messa in disponibilità dell’acqua nelle UTO (Unità Territoriali Omogenee) irrigue avviene per ogi mappale in base ad una turnazione prestabilita dal consorzio.
Le UTO sono tre e dipendono dal loro punto di approvvigionamento: Fener, Nervesa e Meschio, inteso come il sistema S.Croce-Fadalto-Castelletto.

I tempi d’irrigazione ed i turni irrigui variano in base alle dimensioni del comizio e alle caratteristiche del terreno (la cosiddetta capacità di campo, ovvero di trattenere l’acqua). I terreni compresi in un’area strutturata rimborsano i costi di esercizio, derivazione, sorveglianza, manutenzione al Consorzio attraverso il cosidetto contributo irriguo, calcolato a ettaro di superficie del mappale.

Laddove il prelievo è possibile da reti strutturate non è autorizzabile il prelievo dal sottosuolo.

CARATTERISTICHE STANDARD

Altre forme di attingimento a fini irrigui

DI EMERGENZA

  • Intorno alle aree strutturate
  • Su autorizzazione specifica
  • Con costi/ha pari a quelli dell’irrigazione strutturata
  • Solo in punti di presa e per mappali predefiniti
  • Da gruppo di consegna, a pressione, con chiave bluetooth
  • Da canale con botte, nelle piazzole stabilite
  • In orari e quantità prestabilite
  • Possibili quantità ridotte per trattamenti fitosanitari

DI SOCCORSO

  • In aree di bonifica, da canali alimentati con derivazioni consorziali
  • Su autorizzazione specifica, possibile la messa a ruolo
  • Con costi di 5 €/ha + rimborso spese vive
  • In punti di presa e mappali predefiniti
  • Prelievo e pompaggio a cura del richiedente
  • In orari e quantità prestabilite
  • Dotazioni 400 mc/ha

Link utili

Acqua risorsa preziosa
Acqua rischio ed insidia
Il caso Piave