Descrizione Progetto

Il bacino di Serravalle

Il bacino di laminazione in via Serravalle, a nord della ferrovia Venezia-Udine, è stato realizzato con finalità di riduzione delle portate del torrente Codolo generate dagli apporti meteorici di origine temporalesca nella rete urbana di San Fior di Sopra.

Il corso d’acqua, dopo aver raccolto gli apporti idrici dell’area collinare a sud-est di Colle Umberto, attraversa il bacino di espansione, dividendolo in due aree che complessivamente presentano una superficie di 1,8 ettari.

Un manufatto di regolazione posto a valle dell’area è dimensionato per consentire il normale deflusso attraverso un’apertura centrale di larghezza pari a 1,00 m, che solo in caso di eventi di piena, determina il rigurgito verso monte e quindi l’invaso del bacino.

In questo modo il tratto di valle vede transitare portate inferiori, riducendo il rischio di tracimazioni ed allagamenti nei pressi del centro urbano di San Fior di Sopra. In condizioni di eventi di piena poco significativi, la paratoia risulta invece completamente sollevata per consentire il deflusso lungo il torrente a valle dell’opera.

I dati tecnici essenziali

Manufatto di controllo della cassa di espansione lungo il t. Codolo a Serravalle di San Fior

Gli aspetti ambientali e paesaggistici

Il bacino di laminazione di via Serravalle è inserito all’interno di un contesto di particolare pregio paesaggistico. Il bacino è infatti interessato, lungo il corso d’acqua, da isole vegetate lineari in cui si possono distinguere diverse essenze arboree e arbustive anche di carattere ornamentale.

Il bacino, in combinazione al torrente Codolo, assume un’importante valenza ambientale costituendo un elemento di connettività della rete ecologica.

Esso, infatti, si inserisce in un sistema di corridoi ecologici presenti in loco e funge da nodo in grado di contrastare la frammentazione e al tempo stesso salvaguardare e incrementare la biodiversità floro-faunistica all’interno di un contesto in cui le aree rurali connesse al centro urbano sono delimitate da zone a naturalità diffusa.

Le aree vegetate lungo il corso d’acqua, all’interno del bacino di laminazione, costituiscono degli habitat che possono risultare dei siti temporanei adatti al rifugio e al sostentamento di determinate specie animali, afferenti in particolare all’avifauna, fornendo vie di transito e agendo come captatori di nuove specie faunistiche.

L’opera non ha coinvolto nella sua realizzazione aree naturali protette o aree Natura 2000.

La vegetazione responsabile della fitodepurazione è composta da piante elofite e idrofite (figura sopra). Queste sono perlopiù piante palustri e acquatiche come: giunco, carice, liscia palustre e la mazzasorda. A queste si aggiungono altre piante di minor interesse fitodepurante ma che nel complesso mantengono in equilibrio l’ecosistema dell’area umida.

Il bacino di depurazione delle acque è articolato in differenti settori: un’area di espansione, tre laghetti di fitodepurazione e fossati di collegamento ad andamento tortuoso (figura sotto). Nel complesso si prevede che questi elementi occupino una superficie di 10.000 m2 per una profondità media di 0,15 m siano perennemente allagati in regime di magra.