Storia

Quasi 600 anni ci dividono da quando il bisogno di acqua per uomini e animali ha spinto a scavare le prime derivazioni dalla Piave. Canali che hanno plasmato il paesaggio dell’alta pianura trevigiana ed hanno permesso la vita, il lavoro, lo sviluppo sociale ed economico.
Poco più tardi, cent’anni fa, a sud lungo il mare e le malsane lagune dell’entroterra prendevano forma i “manufatti”: le idrovore, le grandi opere di bonifica che prosciugavano l’acqua stagnante da immensi territori consentendone la coltivazione stabile, l’insediamento di villaggi e paesi, la vita.
Luoghi dove l’acqua non c’era ed è stata portata, luoghi dove l’acqua era sempre presente, ma insana, salmastra ed è stata tolta. Ad accomunare i territori c’era la volontà di vivere o di poter vivere meglio, che ha indotto gli abitanti a consorziarsi e gestire le grandi opere insieme, perché da soli non avrebbero potuto aver successo. Questa è la nostra storia, queste sono le nostre radici.
Tanti piccoli consorzi nacquero insieme alle grandi opere idrauliche con lo scopo di mantenerle, farle funzionare bene e rendere il territorio sicuro e vivibile.
Con l’Unità d’Italia crebbe la spinta verso una maggiore consapevolezza pubblica sui temi della sicurezza idraulica e della produzione agricola. L’inizio del secolo scorso fu il periodo della costruzione delle maggiori opere di bonifica e di irrigazione ancora oggi esistenti e funzionali. Da allora ad oggi la volontà del legislatore è sempre stata orientata a garantire una maggiore omogeneità ed efficienza alle singole e locali strutture: per questo da oltre 100 piccoli consorzi in Veneto si è passati ai 20 nel 1978 ed infine all’attuale suddivisione ovvero 10 consorzi in tutta la regione, tra cui il Consorzio Piave, istituiti come unificazione dei precedenti nel 2009.

Il Consorzio di bonifica Piave ha iniziato la propria attività il 28 gennaio 2010, accorpando i tre precedenti consorzi Pedemontano Brentella di Pederobba, Pedemontano Sinistra Piave e Destra Piave. Un’eredità importante che da secoli segue lo stesso filo conduttore: l’acqua.

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