Il 2° aggiornamento al Piano di Gestione delle Acque 2021-2027

Le Autorità competenti nella pianificazione dell’uso della risorsa idrica hanno preso in considerazione quanto il Consorzio evidenziava da tempo con tante altre realtà comprese nel suo comprensorio ovvero il rischio concreto che l’immediata entrata in vigore dell’obbligo di rispetto dei valori di portata, determinati con le formule distrettuali contenute nella Direttiva Deflussi Ecologici  in sostituzione di quelle fissate dal preesistente Deflusso Minimo Vitale (DMV), potesse portare ad impatti fortemente negativi nella realtà economica, sociale ed ambientale del territorio dell’alta pianura trevigiana

L’Autorità di Distretto ha infatti approvato il secondo aggiornamento al Piano di Gestione delle Acque, citando in più punti (in particolare nel cap. 7 del Documento Direttiva Deflussi Ecologici Volume 6/d) gli aspetti legati ai possibili impatti dell’improvvisa riduzione idrica conseguente all’obbligo di rilascio, a valle delle derivazioni, di portate di Deflusso Ecologico ben superiori a quelle del DMV.

Al cap. 6 dello stesso documento, le nuove Disposizioni Attuative confermano che:

  1. Nel caso di derivazioni significative – quali quelle dal fiume Piave – non può essere escluso un nesso di causalità tra derivazione in atto e rischio di deterioramento dello stato ambientale, e quindi per tali derivazioni deve pertanto applicarsi la nuova disciplina sul deflusso ecologico.
  2. Tuttavia, l’Autorità concedente – ovvero la Regione Veneto – coerentemente al principio di gradualità e di incrementalità auspicato dalle linee guida comunitarie, può prevedere un processo di graduale transizione dalla disciplina previgente (disciplina sul deflusso minimo vitale fissata dal Piano di Tutela delle Acque) e la nuova disciplina incentrata sul “metodo distrettuale di riferimento”.
  3. La tempistica per la graduale transizione dal regime del DMV al regime del DE comunque dovrà chiudersi entro il 31 dicembre 2025.

Sono introdotti dei casi particolari, legati alla complessità di alcune situazioni, quali quella del fiume Piave:

  1. per sistemi di derivazioni significative che sottendano direttamente tratti fluviali che sono oggetto di attività di verifica e sperimentazione ancora in atto – è il nostro caso, la sperimentazione non ha potuto chiudersi nel 2021l’applicazione della disciplina sul deflusso ecologico è subordinata al completamento delle attività ed alla lettura ed interpretazione, da parte delle Autorità concedenti, dei relativi esiti.
  2. Sono temporaneamente esentati dall’obbligo di adeguamento (fermo restando l’obbligo di rilascio del DMV) i titolari di derivazioni che si facciano promotori di nuove attività di sperimentazione nel periodo 2022-2025.
  3. I soggetti gestori di derivazioni significative per uso irriguo che abbiano presentato, nell’ambito del secondo aggiornamento del Piano di gestione delle acque, apposite proposte progettuali di efficientamento della rete irrigua e dei servizi ecosistemici (cosiddetti “piani di implementazione”) provvedono alla graduale applicazione della disciplina mediante il progressivo risparmio della risorsa idrica (Il Consorzio Piave ha presentato il Piano di implementazione nel dicembre 2021). Si assume cioè che l’efficacia conseguita da tali interventi in termini di risparmio idrico debba tradursi nel rilascio di una pari quantità di risorsa idrica nel corpo idrico da cui viene esercitato il prelievo.

L’applicazione della disciplina sul deflusso ecologico è subordinata al completamento delle attività di sperimentazione

Il Consorzio Piave ha visto approvato il Piano di Sperimentazione nel luglio 2020. Non è stato possibile portarla a termine per valori troppo elevati delle portate registrati nel 2020-2021

Attraverso i «piani di implementazione», i titolari provvedono alla graduale applicazione della disciplina mediante il progressivo risparmio della risorsa idrica

Il Consorzio Piave ha presentato il Piano di implementazione nel dicembre 2021, impegnandosi affinchè l’efficacia conseguita da tali interventi in termini di risparmio idrico si traduca nel rilascio di una pari quantità di risorsa idrica nel corpo idrico.

IL PROTOCOLLO D’INTESA

Va sottolineato inoltre come l’Autorità di bacino distrettuale Alpi Orientali e la Regione Veneto si sono fatti promotori di un protocollo d’intesa funzionale a realizzare, nel prossimo quadriennio 2022-2025, un programma di attività finalizzate all’uso sostenibile della risorsa idrica nei bacini idrografici ricadenti all’interno del territorio regionale ed al conseguimento degli obiettivi di qualità ambientale stabiliti dalla Direttiva Quadro Acque e dal Piano di gestione del distretto idrografico delle Alpi Orientali.

Partecipano al protocollo, oltre ai succitati Soggetti Istituzionali, ARPAV, ANBI Veneto (Associazione dei 10 consorzi di bonifica veneti) ed Enel Green Power.

Elementi fondanti di tale programma di attività sono:

  • la prosecuzione dei programmi di indagine sperimentale sul deflusso ecologico, già̀ avviati sul territorio regionale e/o di nuova impostazione;
  • l’elaborazione del bilancio idrico ed idrogeologico dei bacini idrografici di Piave, Brenta-Bacchiglione, Sile, bacino scolante nella laguna di Venezia e Livenza, nella considerazione dell’elevata conflittualità̀ degli usi della risorsa idrica propria di questi territori;
  • l’attuazione del “Programma di implementazione degli interventi, già individuati nel Piano di gestione delle acque, subordinatamente alla disponibilità̀ delle risorse finanziarie;
  • la graduale applicazione del deflusso ecologico a valle delle cosiddette sezioni significative, laddove risulti garantito il raggiungimento dell’obbiettivo del corpo idrico con un impatto socioeconomico sostenibile, salvo il caso in cui sia data dimostrazione che tale applicazione determina un impatto socioeconomico non sostenibile e comunque maggiore del beneficio ambientale conseguibile attraverso il deflusso ecologico;
  • la predisposizione dei Piani di gestione della siccità, funzionale ad assicurare la migliore allocazione della risorsa per l’uso irriguo al verificarsi di eventi di carenza idrica e/o di siccità;
  • l’individuazione degli elementi conoscitivi prodromici al rinnovo delle concessioni di derivazione irrigua giunte a scadenza con scadenza prevista nel sessennio 2022-2027.

Il protocollo impegna i soggetti sottoscrittori a concorrere al fattivo perseguimento degli obiettivi sopra richiamati, attraverso un coordinato insieme di iniziative, secondo i rispettivi ruoli e competenze.

Il nuovo documento approvato fissa obiettivi stringenti e modalità di raggiungimento degli stessi molto impegnative. Il Consorzio Piave è pronto a collaborare come ha fatto finora, con disponibilità, lealtà e trasparenza con le Autorità per raggiungere gradualmente un equilibrio sostenibile tra corpo idrico ed utilizzi della risorsa acqua.

Link utili

Il Piano di Gestione delle Acque 2021-27
La sperimentazione nel Piave a cura del Consorzio