L’uso idroelettrico

Accanto agli utilizzi irrigui, i salti d’acqua presenti lungo i canali di derivazione sono stati utilizzati fin dalle loro origini anche ai fini di produzione di forza motrice (molini, magli, filatoi). Ciascun opificio veniva utilizzato da privati sulla base di convenzioni sottoscritte con il Consorzio.

Oltre ai molini storici, con la costruzione dei canali Brentella e Priula nel corso dei primi decenni del secolo scorso, si costruirono insieme al canale anche importanti centrali idroelettriche come Molinetto di Pederobba, Croce del Gallo, Castelviero, Priula, Spresiano.

Dopo la nazionalizzazione della produzione di energia avvenuta a partire dagli anni ’60 queste grandi utilizzazioni divennero patrimonio di ENEL, al pari di tutte le utilizzazioni idroelettriche costruite da SADE in ambito montano.

Nel tempo anche tutti gli opifici si sono trasformati in centraline di produzione di energia idroelettrica, mantenendo però la proprietà in capo ai privati eredi o aventi titolo.

Le centraline di produzione idroelettrica nel comprensorio del Consorzio Piave

La planimetria illustra tutti gli opifici e gli impianti di produzione di energia idroelettrica presenti nel comprensorio del Consorzio che sfruttano acque derivate dal Piave.

Il Consorzio è proprietario di 11 centrali idroelettriche (delle quali 3 nel sistema di derivazione da Nervesa e 8 lungo da quello di Fener) per un totale di circa 2,50 MW di potenza installata. La centrale di maggior potenza nominale media annua è quella di Fener, per un totale di 785,29 kW, resi disponibili dalla portata di DMV ed dal salto che la stessa compie fra monte e valle dell’opera di presa.

La centrale idroelettrica appena entrata in funzione presso l’opera di presa di Nervesa, presenta caratteristiche tecniche del tutto analoghe a quella di Fener, ma con potenza nominale inferiore e pari a 495,81 kW. Altre centrali che sfruttano i salti sono quella di Venegazzù sul Canale del Bosco e le due centrali sul Canale Piavesella (2° e 3° salto). Le rimanenti 6 centrali sono situate in corrispondenza delle stazioni di sollevamento di Pierina, S. Vito, Madonna della Salute, Altivole, Campigo e Volpago: esse sfruttano le portate ed il dislivello altimetrico che si rendono disponibili fra inizio e fine delle condotte adduttrici dei rispettivi impianti pluvirrigui.

Nel sistema considerato, di maggior rilevanza in termini di potenza sono le centrali di proprietà Enel Green Power.

La producibilità totale degli impianti idroelettrici alimentati dalle derivazioni dal fiume Piave dei sistemi Fener, Nervesa e Fadalto-Castelletto gestite dal Consorzio Piave ammonta a circa 135 milioni di kWh/anno1, prodotti da 49 impianti che sommano una potenza nominale media annua installata totale di 20,79 MW.

Una mini centrale idroelettrica a coclea, gestita da privati,  lungo il Canale del Bosco a Selva di Volpago

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Il caso Piave