Impianti

Per raccogliere le acque di pioggia, scaricarle con regolarità o sollevarle nei fiumi ricettori, per derivare le acque a fini irrigui e idroelettrici e condurle in prossimità delle aree agricole e quindi distribuirle,

sono necessari attrezzature ed impianti:

  • alvei, canali e condotte, per far fluire in sicurezza l’acqua
  • grandi impianti di pompaggio, chiamati anche idrovore, che permettono di sollevare di alcuni metri grandi volumi d’acqua in tempi brevi,
  • casse d’espansione, per accumulare l’acqua durante le piene, prima che allaghi strade e zone abitate;
  • sbarramenti sui fiumi, per derivare le acque nei periodi siccitosi
  • impianti di distribuzione irrigua a pressione o a gravità, che garantiscano il giusto fabbisogno alle colture
  • centrali idroelettriche, che sfruttando i salti d’acqua, producono l’energia necessaria a fare in modo che quanto citato ai punti precedenti avvenga in forma rinnovabile e senza aggravio per l’ambiente

Canali

Nel totale vengono gestiti 6260 km di corsi d’acqua, così suddivisi

Canali irrigui e promiscui2.353.793 metri
Corsi d’acqua di scolo1.550.731
Condotte interrate2.356.061

I canali di scolo sono solitamente a sezione completamente in terra e sponde inclinate, alcuni di questi dotati di argine (circa 100 km). I canali irrigui, artificiali, sono per lo più rivestiti in calcestruzzo o, nel caso dei più piccoli canali distributori irrigui, in canaletta prefabbricata.
Le condotte a pressione hanno diametro compreso tra 1800 mm e 110 mm. I diametri maggiori sono in calcestruzzo armato o in resine rinforzate con fibre di vetro (PRFV), i minori in materie plastiche (PVC o PET).

Sulla rete di canali e tubazioni si trovano e vengono gestiti oltre 6500 manufatti di presidio, a carattere puntuale, indispensabili al corretto al governo dell’acqua, di cui:

Paratoie su sponda o argine1.326
Pozzetti e camerette di manovra200
Saracinesche 5010

Idrovore

Un’idrovora è un manufatto idraulico posto solitamente in prossimità dello sbocco di un canale  nel suo ricettore. Le quote nel ricettore possono essere, costantemente  o solo durante i momenti di piena, superiori a quelle nel canale che vi scarica (ed a volte anche del piano campagna circostante).
L’idrovora pertanto è dotata di pompe in grado di sollevare grandi portate per il salto necessario a raggiungere il ricettore, dell’ordine di qualche metro.
Se non ci fossero, il territorio circostante si allagherebbe.
Il Consorzio ne gestisce 33, tra cui quello di Portesine (che recapita nel Sile a PorteGrandi un bacino – il Fossetta – esteso su 6000 ha) è il più grande.
Lungo il tratto arginato del fiume Monticano, tra Fontanelle, Oderzo e Gorgo al Monticano ci sono 11 impianti idrovori.
Altri 8 sono posti lungo il fiume Livenza tra Portobuffolè, Gaiarine, Mansuè e Motta di Livenza.
Nel bacino del Brian sono attivi 4 impianti idrovori, 8 scaricano nel Sile tra Roncade e Silea, 2 nel Piave, a Zenson e Ponte di Piave.

Casse di espansione

La cassa d’espansione, o bacino di laminazione, è un efficace dispositivo per contenere gli effetti di portate di piena rilevanti che non potrebbero essere condotte dal corso d’acqua principale.
Con un apposito dispositivo di sfioro laterale, viene prelevata una parte della portata che transita durante una piena e accumulata in un invaso ricavato in un’area appositamente costruita oppure ricavata all’interno di cave dismesse.
Il Consorzio gestisce 24 casse d’espansione per 2.642.000 mc di invaso totale disponibile:

  • 6 lungo gli affluenti in sinistra idraulica del t. Muson per complessivi 900.000 m3;
  • 4 lungo gli affluenti in destra idraulica del t. Muson per complessivi 160.000 m3;
  • 2 su affluenti al f.Zero a Salvarosa di Castelfranco Veneto per complessivi 100.000 m3 (una in costruzione)
  • 1 sul t.Patean a Sernaglia della Battaglia per 60.000 m3;
  • 5 nel bacino del Sile per complessivi 20.000 m3;
  • 1 la ex-cava Merotto, a servizio del fiume Meschio e altri scoli locali a Colle Umberto per complessivi 1.000.000 m3;
  • 3 nel bacino del Monticano per complessivi 465.000 m3;
  • 2 nell’area urbana di Oderzo 27.000 m3;

Opere di derivazione

L’approvvigionamento delle reti di distribuzione irrigua avviene attraverso le diramazioni che hanno inizio dalle opere di presa dal fiume Piave situate a Fener, Nervesa e dal sistema Fadalto Castelletto.
Le opere di derivazione dal fiume Piave situate a Fener di Alano di Piave (BL) danno origine al canale Brentella di Pederobba, derivato fin dal 1436 da un luogo situato qualche chilometro a valle dell’attuale. L’opera di presa ancor oggi in funzione è stata inaugurata nel 1929 e consente di derivare portate dai 30 mc/s invernali ai 45 mc/s massimi estivi.
L’opera di presa Nervesa situata in comune di Nervesa della Battaglia alimenta fin dal 1924 al Canale della Vittoria, che circa 800 m a valle delle paratoie di presa si divide in Canale di Ponente, Canale Piavesella e Canale Priula. Con la costruzione della nuova presa è stato alimentato anche il preesistente canale Piavesella di Nervesa, la cui prima derivazione risalente al XIV secolo era posta poco più a monte dell’attuale.
Le opere di presa in sinistra Piave hanno uno sviluppo più complesso che si è completato, durante gli anni ’60, con la costruzione del canale Castelletto-Nervesa che, prelevando dalla centrale idroelettrica del Castelletto, alimentata dal lago di S.Croce attraverso il sistema idroelettrico del Fadalto, alimenta in vari punti la rete di distribuzione irrigua, tra cui in particolare il canale Emanuele Filiberto, fino a consegnare la portata residua nel Piave a monte dell’opera di presa di Nervesa.
In tutti i casi si tratta di grandiose opere di ingegneria idraulica, che ancora oggi mantengono le loro funzionalità e il loro particolare aspetto architettonico.

Impianti di distribuzione irrigua

Nel totale l’area irrigua del consorzio investe una superficie lorda di 70.000 ha, corrispondenti a circa il 40% della superficie totale del comprensorio; la superficie agricola netta attrezzata con sistemi di distribuzione fissi consorziali si estende su 52.000 ha. L’irrigazione può avvenire con modalità a scorrimento o con sistemi a pressione.
La modalità a scorrimento prevede l’approvvigionamento irriguo attraverso canali adduttori, primari, secondari e distributori, canali con sezione aperta in terra o più spesso in canaletta in calcestruzzo prefabbricato. Il prelievo avviene a cura dell’utente da bocchetta consorziale posta nelle vicinanze della proprietà sulla base di una turnazione apposita elaborata dal consorzio all’interno di comizi (raggruppamenti di aziende) omogenei.
La modalità per aspersione utilizza una rete di distribuzione in pressione (3-4 bar) con attingimento presso idranti posti ai limiti di ciascuna proprietà. La somministrazione avviene mediante l’utilizzo di ala mobile, monoirrigatore semovente o impianti fissi aziendali con microirrigazione o a goccia.
L’alimentazione degli impianti a pressione può avvenire a gravità, qualora esista una sufficiente differenza altimetrica tra presa e distribuzione, ovvero mediante appositi impianti di sollevamento che prelevano a loro volta dalla rete derivata.
Nel totale gli impianti di sollevamento irrigui gestiti dal Consorzio Piave sono 24, 14 nel sistema derivato da Fener, 7 in quello da Nervesa e 4 in sinistra Piave.

Centrali idroelettriche

Il Consorzio gestisce direttamente 11 centrali idroelettriche (delle quali 3 nel sistema di derivazione da Nervesa e 8 lungo da quello di Fener) per un totale di circa 2,50 MW di potenza totale installata. La centrale di maggior potenza nominale media annua è quella presso l’opera di presa di Fener, per un totale di 785,29 kW.
La centrale idroelettrica di Fener e quella da poco entrata in funzione presso l’opera di presa di Nervesa, presentano caratteristiche tecniche simili e sfruttano entrambe l’energia che la portata di deflusso minimo vitale rende disponibile tra le quote di monte di valle della traversa di presa.
Altre centrali sfruttano i salti esistenti lungo i canali derivati (una lungo il Canale del Bosco a Venegazzù e due lungo il Canale Piavesella a Nervesa e Arcade).
Le rimanenti 6 centrali sono situate in corrispondenza delle stazioni di sollevamento irriguo di Pierina, S. Vito, Madonna della Salute, Altivole, Campigo e Volpago: esse sfruttano le portate ed il dislivello altimetrico che si rendono disponibili fra inizio e fine delle condotte adduttrici dei rispettivi impianti pluvirrigui.
Agli impianti gestiti dal Consorzio si aggiungono gli opifici e le centraline di proprietà privata, precisamente 29 impianti privati per una potenza complessiva di circa 5,70 MW, comprese nella concessione di grande derivazione dal Fiume Piave a Fener e 2 sulla derivazione dal sistema Fadalto-Castelletto.
Nel numero indicato non sono considerate, anche se di maggior rilevanza in termini di potenza, le centrali di proprietà Enel Green Power poste sulla rete derivata, tra cui Pederobba, Croce del Gallo, Castelviero, Spresiano e Ponte della Priula.
La producibilità totale degli impianti idroelettrici alimentati dalle derivazioni dal fiume Piave dei sistemi Fener, Nervesa e Fadalto-Castelletto ammonta a circa 135 milioni di kWh/anno, prodotti da 49 impianti che sommano una potenza nominale media annua installata totale di 20,79 MW.

APPROFONDIMENTI