Energia rinnovabile

La L.R. 12/2009 è l’ultima e più attuale normativa regionale che regola comprensori e funzioni dei Consorzi di bonifica in Veneto.
Ai compiti attribuiti fin dall’istituzione, come la bonifica e l’irrigazione, la L.R. 12/2009, la più recente normativa regionale in materia, aggiunge:

  • la produzione di energia rinnovabile.

Accanto agli utilizzi irrigui, i salti d’acqua presenti lungo i canali di derivazione sono stati utilizzati fin dalle loro origini anche ai fini di produzione di forza motrice (molini, magli, filatoi).
Oltre ai molini storici, con la costruzione dei canali Brentella e Priula nel corso dei primi decenni del secolo scorso, si costruirono anche importanti centrali idroelettriche come Molinetto di Pederobba, Croce del Gallo, Castelviero, Priula, Spresiano.
Scelte comprensibili se si pensa che i canali percorrono un territorio con pendenze elevate: ad esempio da Fener l’acqua viene prelevata a 176 m s.m.m. e raggiunge aree (da Castelfranco a Vedelago fino a Villorba) situate a quota di 20-30 m sul livello del mare. L’elevata differenza altimetrico e le rilevanti portate condotte hanno consentito di sfruttare, attraverso ruote e molini un tempo sostituite da turbine idrauliche oggi, l’energia da fonte rinnovabile per eccellenza: l’idroelettrica.
Dopo la nazionalizzazione della produzione di energia avvenuta a partire dagli anni ’60 le grandi utilizzazioni sono passate in proprietà di ENEL, tutti gli opifici più piccoli si sono trasformati in centraline di produzione di energia idroelettrica, mantenendo però la proprietà in capo ai privati.

Centrali idroelettriche

Il Consorzio gestisce direttamente 11 centrali idroelettriche (delle quali 3 nel sistema di derivazione da Nervesa e 8 lungo da quello di Fener) per un totale di circa 2,50 MW di potenza totale installata. La centrale di maggior potenza nominale media annua è quella presso l’opera di presa di Fener, per un totale di 785,29 kW.
La centrale idroelettrica di Fener e quella da poco entrata in funzione presso l’opera di presa di Nervesa, presentano caratteristiche tecniche simili e sfruttano entrambe l’energia che la portata di deflusso minimo vitale rende disponibile tra le quote di monte di valle della traversa di presa.
Altre centrali sfruttano i salti esistenti lungo i canali derivati (una lungo il Canale del Bosco a Venegazzù e due lungo il Canale Piavesella a Nervesa e Arcade).
Le rimanenti 6 centrali sono situate in corrispondenza delle stazioni di sollevamento irriguo di Pierina, S. Vito, Madonna della Salute, Altivole, Campigo e Volpago: esse sfruttano le portate ed il dislivello altimetrico che si rendono disponibili fra inizio e fine delle condotte adduttrici dei rispettivi impianti pluvirrigui.
Agli impianti gestiti dal Consorzio si aggiungono gli opifici e le centraline di proprietà privata, precisamente 29 impianti privati per una potenza complessiva di circa 5,70 MW, comprese nella concessione di grande derivazione dal Fiume Piave a Fener e 2 sulla derivazione dal sistema Fadalto-Castelletto.
Nel numero indicato non sono considerate, anche se di maggior rilevanza in termini di potenza, le centrali di proprietà Enel Green Power poste sulla rete derivata, tra cui Pederobba, Croce del Gallo, Castelviero, Spresiano e Ponte della Priula.
La producibilità totale degli impianti idroelettrici alimentati dalle derivazioni dal fiume Piave dei sistemi Fener, Nervesa e Fadalto-Castelletto ammonta a circa 135 milioni di kWh/anno, prodotti da 49 impianti che sommano una potenza nominale media annua installata totale di 20,79 MW.