Descrizione Progetto

Risale al 26 giugno 1395 la prima richiesta a derivare dal Fiume Piave in località Sasso del Corvo poco a Nord dell’abitato di Nervesa. La realizzazione di una roggia avrebbe alimentato un mulino ed una segheria.

La Piavesella di Nervesa e il Canale della Vittoria

Il primo progetto della derivazione a carattere commerciale

Il progetto effettivo di un nuovo canale viene formulato solo attorno al 1450 dal notaio e nobile trevigiano Michele da Villorba che a proprio nome e dei villaggi di Nervesa, Bavaria, Giavera, Arcade, Villorba, Spresiano, Visnadello, Fontane, Lancenigo e Limbraga, propose che la roggia Piavesella di Nervesa venisse allargata fino a confluire nel Limbraga, fiumicello di risorgiva che si getta nel Sile poco a est di Treviso, per finalità di alimentazione di uomini ed animali, nonché per l’irrigazione di terre e prati.
Le motivazioni della nascita sono analoghe a quelle del Brentella, con un’opera che va a beneficio delle comunità che sono disposte a partecipare alla spesa.
I lavori avrebbero avuto inizio solo nel 1453, anche se fino al 1465 non si ebbero più notizie del canale.
In quell’anno il podestà Paolo Morosini propose al Consiglio della Città di Treviso che nei pressi di Nervesa si derivasse un canale navigabile da condurre fino a Treviso.
Incredibilmente spariscono dalle motivazioni della richiesta riferimenti ai bisogni “irrigui” per lasciar posto a finalità di tipo commerciale.
Fonti cartografiche storiche confermano la presenza di un canale che dal Sasso del Corvo conduce a sud di Nervesa e da qui si divide in tre rami: tra cui il più orientale che si getta nel fiumicello Limbraga è forse il primo progettato da Michele da Villorba. Il ramo più occidentale che scorre per Arcade e finisce a Villorba è riconoscibile come “Brentella di Arcade”.
Il terzo ramo, quello centrale che passa per Visnadello e Fontane e confluisce quindi nel Botteniga (fiume di risorgiva che entra in Treviso per sfociare poi nel Sile) corrisponde appunto al canale navigabile progettato nel 1465 e concretamente avviato nello stesso anno.
La diramazione centrale è quella che ancor oggi viene identificata come “Piavesella di Nervesa”.

La Piavesella di Nervesa intorno al 1490

Estratto da “ Kriegskarte 1785-1805” – Carta del Ducato di Venezia

Il progetto recente ed i fabbisogni irrigui

La planimetria che segue è estratta dalla Kriegskarte 1785-1805 – Carta del Ducato di Venezia dalla quale si evince la presenza del Canale Piavesella posto in destra orografica e a monte dell’abitato di Nervesa della Battaglia.
Con il passaggio del Veneto dalla dominazione austriaca al Regno d’Italia, il tema dello sviluppo economico portò un impulso anche all’estensione ed al miglioramento delle utilizzazioni irrigue. Fu allora che si cominciò a pensare all’irrigazione del territorio a nord di Treviso.
Il progetto che si mise a punto prevedeva la realizzazione di una nuova presa in Località Nervesa della Battaglia sfruttando condizioni orografiche favorevoli quali la prevalente concentrazione del filone di corrente del Fiume Piave in destra orografica, la natura rocciosa del terreno e l’altimetria compatibile con i territori a valle da irrigare.
Il nuovo progetto si fondava sullo studio di fattibilità del 1886 proposto da un Comitato di cittadini a firma dell’Ing. Daniele Monterumici ed avrebbe irrigato oltre 16 Comuni nella Provincia di Treviso per una estensione di circa 33.000 ettari.
Il progetto mirava alla rigenerazione della agricoltura trevigiana migliorando l’irrigazione oltre che alla realizzazione di due Impianti Idroelettrici da 800HP (~600kW) e 1600HP (~1200kW) sia a vantaggio delle imprese locali che per l’ammortizzazione delle spese di gestione.
Nel 1920 l’ingegner Luigi Monterumici, figlio di Daniele, grazie alla tenacia dello scrittore Antonio Caccianiga e del nipote avvocato Gino Caccianiga, riprende in mano il progetto presentando anche la domanda di concessione per derivazione al Ministero dei Lavori Pubblici. Nel 1922 il progetto è approvato e appaltato. I lavori si concludono nel 1925, quando l’8 novembre vengono inaugurate l’opera di presa e la rete irrigua di distribuzione. La nuova presa in località Nervesa, posta a circa un chilometro a valle della vecchia presa (località Sasso del Corvo) alimenta il Canale della Vittoria che a sua volta, poco a valle, si dirama in tre canali primari: Ponente, Piavesella e Priula.
Fu da allora che la Piavesella non venne più derivata al Sasso del Corvo ma dal Canale della Vittoria.

La nuova presa del Canale della Vittoria

Progettata dall’ Ing. Luigi Monterumici con progetto della prima metà del luglio 1920 (ripreso dal precedente dell’Ing. Daniele Monterumici del 1886), l’opera iniziale consisteva nella realizzazione di una rosta in calcestruzzo ancorato con una tripla fi la di palificate legate tra loro, una diga in calcestruzzo rivestito in roccia, un callone di scarico ed il vero e proprio edificio di presa in cui erano inserite le paratoie di derivazione per il canale irriguo denominato “Canale della Vittoria”
L’acqua derivata serviva, oltre che per l’uso irriguo, anche per l’alimentazione di due centrali idroelettriche ricavate da due salti d’acqua ricavati sul canale Priula, successivamente cedute alla S.A.D.E. (ora ENEL).

Planimetria della nuova presa (1920)

Inaugurazione delle opere

Il canale Castelletto

Nel 1954, a seguito di una convenzione stipulata con la Società Adriatica di Elettricità, è stata realizzata, a spese della stessa, una nuova traversa sifone del diametro di m. 3,40 che ha consentito di acquisire ulteriori 7 mc/sec recuperati dal canale Castelletto Nervesa (che conduce acque provenienti dal lago di S.Croce) sulla sponda sinistra del Piave portando la derivazione massima estiva a complessivi mc.26/sec. In concomitanza con tali lavori sono state realizzate anche le due paratoie “Galileo” per la migliore regolazione del livello d’acqua derivato.
L’edificio vero e proprio di presa è munito di una doppia serie di dodici paratoie: una serie dotata di meccanismi di sollevamento azionati da motori elettrici (ora telecontrollati) e l’altra, di sicurezza, con meccanismi azionabili manualmente.