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AVVISI DI PAGAMENTO 2017

22 MARZO, Giornata Mondiale dell'Acqua

Era il 22 marzo 1436 quando la Repubblica Serenissima Veneta adottò una decisione che ha profondamente modificato anche la nostra vita
 
Avvenne allora l’avvio ufficiale per derivare acqua dal Piave a Pederobba e scavare il canale derivatore Brentella, rispondendo alla richiesta formulata solo due mesi prima dalla Città di Treviso, che, facendosi interprete di un bisogno che ormai da anni era ben noto, supplicava di dare rimedio allo stato assai critico di un territorio che per sua natura, fortemente ghiaioso e privo di idrografia naturale superficiale, non disponeva dell’elemento fondamentale per consentire la vita, cioè l’acqua.
Ancor oggi scorre nelle nostre città: a Castelfranco, circonda le mura, a Montebelluna, percorre il centro urbano, a Treviso, innerva la parte più antica del borgo, consentendole di farsi chiamare “Città d’Acqua”…
Irriga 55.000 ha con strutture di distribuzione fisse e 5000 ha con modalità di soccorso. Produce circa 135 milioni di kWh all’anno di energia idroelettrica, quindi acqua pulita e rinnovabile.
Da generazioni accompagna la nostra quotidianità, fa notizia quando è troppa, ma soprattutto attira l’attenzione quando manca.
Eppure l’acqua che oggi percorre l’alta pianura trevigiana non è sempre appartenuta a questa terra che per sua natura sarebbe arida, sassosa, magra poco incline alla produzione agricola, pare impossibile eppure è così. Quasi seicento anni fa, i nostri avi avevano tentato ogni via per rendere il loro territorio vivibile, prima per le persone, poi per gli animali, quindi per consentirle di essere coltivata, in altre parole per “viverci”.
Ci riuscirono prelevando l’acqua dal fiume Piave, prima in destra a Nervesa con la Piavesella, poi a Pederobba con la Brentella, poi in sinistra con la Brentella di Collalto.
Oggi le grandi derivazioni dal fiume Piave sono patrimonio di una terra che su esse ha basato lo sviluppo di insediamenti sempre più grandi, di attività industriali ed agricole che formano una parte determinante dell’economia del Veneto.
Ma la “Giornata Mondiale dell’Acqua” per noi significa ricordare che l’acqua che oggi vediamo ed appartiene alla nostra percezione del paesaggio non è scontata, non è presente in modo naturale, ma grazie ad una grande volontà degli uomini che in questi luoghi prima di noi sono vissuti.
L’acqua deve essere riconosciuta come un valore centrale ed insostituibile del nostro territorio, da stimare e difendere, da usare con attenzione come bene prezioso e unico, pensando che domani potrebbe non esserci.
L’invito rivolto a tutti, utilizzatori agricoli ma anche cittadini che vivono nelle aree attraversate dai canali derivati dal fiume Piave, è quello di provare ad immaginare come sarebbe la nostra terra se un domani l’acqua non fosse più disponibile: la coltivazione agricola ordinata e costante non sarebbe possibile, i fossati finirebbero presto in secca, le città verrebbero invase da odori non certo invitanti, il paesaggio perderebbe i colori vivi che siamo abituati a vedere…
L’acqua è vita, ed ogni nostro gesto deve essere volto a preservarla, non disperderla, tutelarla, mantenerla limpida, renderla produttiva senza spreco, certi che solo così facendo potremo fare in modo che i luoghi in cui oggi viviamo conservino la loro bellezza, diversità, pregio…
Il Consorzio di bonifica Piave lavora per questo, difende l’acqua, perché tutti ne possano trarre vantaggio.
Lo fa promuovendo un consumo più attento agli sprechi, riconvertendo i vecchi impianti a scorrimento con i più moderni ed efficienti pluvirrigui. Lo fa sostenendo l’irrigazione a goccia laddove le condizioni lo consentono. Lo fa cercando di recuperare gli invasi di pianura come cave chiuse e restituite all’agricoltura al fine di creare dei volumi di compenso e di integrazione dell’acqua irrigua indispensabili nei momenti di massimo consumo.
 

 

 

 

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